La qualità del sonno è fondamentale per garantire un adeguato riposo e il benessere psicofisico, tuttavia anche il numero di ore che si trascorre dormendo è importante per la salute dell’organismo. Infatti il corpo umano risente degli effetti collaterali dovuti al dormire troppo oppure troppo poco.

dormire troppo fa ingrassare

Perché è importante la qualità del sonno

La durata consigliata del riposo notturno è di 8 ore perché si tratta del periodo ideale per il recupero delle energie mentali e fisiche.

Al contrario, un numero eccessivo oppure ridotto di ore di sonno porta allo sviluppo di problemi notevoli dal punto di vista della salute.

Innanzitutto si verifica un aumento del livello dello stress e dell’irritabilità, oltre a ridotte capacità di concentrazione e di produttività sia dal punto di vista lavorativo che da quello dello studio.

In secondo luogo dormire troppo poco influisce negativamente sull’efficienza del sistema immunitario e porta a una maggiore esposizione dell’organismo verso virus, malattie e disturbi di vario genere. Infine alcune recenti ricerche hanno dimostrato che la mancanza di sonno, oppure il fatto di dormire troppo, rappresentano importanti fattori di rischio per lo sviluppo dell’obesità nei soggetti predisposti.

 

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Poche ore di sonno portano a ingrassare

 

dormire fa dimagrire

Il sonno è un fattore che influenza sia le funzionalità del metabolismo che l’appetito.

Secondo alcune ricerche recenti dormire poco (abbinato a una cattiva qualità del sonno) porta le persone a ingrassare.

Il dottor Breus, psicologo clinico dotato di una specializzazione in disturbi del sonno, ha rilevato come questa tendenza sia legata a tre fattori diversi:


- un periodo ridotto di sonno porta a eliminare la fase Rem, cioè la fase finale del ciclo di riposo. Questo fatto comporta non solo una cattiva qualità del sonno e un aumento dello stress e una diminuzione della capacità di concentrazione, ma porta a ingrassare. Infatti la fase Rem rappresenta il momento in cui si brucia la più elevata quantità di calorie durante il sonno;


- dormire poco provoca uno sbilanciamento ormonale. Di conseguenza diminuisce la sensazione di sazietà e aumenta la sensazione di fame. Così si tende a mangiare di più rispetto alla media e alle necessità del metabolismo;


- la mancanza di sonno porta le persone a mangiare alimenti con un’elevata percentuale di carboidrati e ricchi di grassi, fatto che favorisce l’aumento di peso perché la quantità di calorie assunte risulta essere maggiore rispetto al fabbisogno dell’organismo.

 

Molte persone tentano di risolvere il problema dell’ingrassamento con una dieta, non considerando la causa principale del problema. Questo fatto è dovuto alla credenza che l’essere svegli e dormire poco sia sinonimo di attività e, quindi, di un maggiore consumo di calorie rispetto a quanto accade quando si dorme. In realtà, durante la fase Rem si brucia una elevata quantità di calorie.

Quindi meglio consultare il proprio medico di fiducia per avere una diagnosi precisa.

Il fattore sonno e il rischio obesità

 

Il fatto che dormire poco porti a ingrassare e a mangiare di più porta a far diventare il sonno un fattore di rischio per l’obesità nei soggetti predisposti dal punto di vista genetico a questo problema.

Un altro aspetto rilevato dalle recenti ricerche è che anche dormire troppo fa ingrassare, a prescindere dalla dieta seguita, dal gruppo demografico d’appartenenza e dalle condizioni di salute del soggetto.

Di conseguenza entrambe queste abitudini opposte vengono classificate all’interno dei fattori a rischio obesità nei soggetti geneticamente predisposti, che devono prestare più attenzione allo stile di vita.

L’aumento di peso medio in queste due condizioni, oltre alla correlazione tra il numero di ore di sonno e la predisposizione genetica all’obesità dei soggetti, è stato evidenziato da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Glasgow.

La ricerca ha coinvolto quasi 120.000 persone, di cui si sono esaminati i turni di lavoro e la quantità di sonno.

 

I dati degli individui che hanno fatto parte dello studio sono stati reperiti dalla biobanca UK Biobank: si tratta di un vero e proprio database messo a disposizione di tutti i ricercatori che operano nel Regno Unito e all’interno del quale sono recensiti oltre 500.000 soggetti.

Oltre ai loro dati fisici, l’archivio digitale contiene statistiche riguardanti il loro stato di salute e le loro abitudini.

Al tempo stesso tutte le persone di cui si possiedono queste informazioni rimangono nell’anonimato perché i documenti della biobanca sono cifrati e possono essere utilizzati esclusivamente per obiettivi scientifici e statistici.

 

I soggetti sono stati divisi in due categorie, quelli con una durata media del sonno di 9 ore (sonnellini diurni compresi) e quelli che dormivano meno di 7 ore al giorno. I risultati della ricerca hanno consentito di evidenziare la correlazione tra l’aumento di peso, la predisposizione all’obesità e il fatto di dormire troppo oppure troppo poco, indipendentemente dall’età, dai livelli e di stress, dal regime alimentare e dal gruppo socio-demografico d’appartenenza.

Nello specifico, le persone predisposte geneticamente all’obesità hanno aumentato in media il loro peso corporeo di ben 4 chili. Invece, con un sonno della durata inferiore a 7 ore, il sovrappeso medio registrato nei soggetti geneticamente predisposti all’obesità è pari a 2 chili.

Invece non si è riscontrato alcun incremento di peso nelle persone che tendono a dormire in media dalle 7 alle 9 ore per notte. Al tempo stesso è stato sottolineato come l’influenza negativa del fattore sonno sul peso corporeo abbia una rilevanza decisamente minore negli individui che presentano basso rischio di obesità.

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