Il segreto per affrontare al meglio le proprie giornate è avere un buon sonno ristoratore, ma è sempre più frequente il caso in cui le ore di sonno non siano sufficienti per affrontare al meglio la giornata.

svegliarsi riposati

Quante ore bisogna dormire a notte?

Gli studi scientifici che si sono occupati dall’argomento sono numerosi, proprio a testimonianza dell’importanza di un buon riposo per migliorare la qualità della vita.

Gli studi hanno evidenziato che non esiste un numero di ore standard, ma lo stesso dipende dall’età.

Ad avere bisogno di un maggior numero di ore di sonno sono i più piccoli, infatti, secondo uno studio della National Sleep Foundation, nei primi mesi di vita la durata ideale del sonno nell’arco della giornata va dalle 14 alle 17 ore.

Con la crescita, a poco a poco, diminuisce anche il bisogno di dormire. Già dopo un anno di vita il range varia di molto e si va da un minimo di 9 ore ad un massimo di 16 ore.

Ovviamente in questa fase della vita le ore di sonno sono frazionate nell’arco della giornata.

Dai 3 ai 5 anni occorre dormire da 10 a 13 ore, ma è bene non scendere mai sotto le 8 ore e non dormire più di 14 ore.

Il range scende ancora dai 6 ai 13 anni, periodo nel quale ci si avvicina ai ritmi sonno-veglia degli adulti. In questa fase è necessario dormire dalle 9 alle 11 ore.

Nell’adolescenza si consiglia di dormire dalle 8 alle 10 ore,

mentre nella fase che va dai 18 anni in poi tra le 7 e le 9 ore, evitando però di dormire oltre le 10 ore e cercando di non dormire mai meno di 6 ore, se non in occasioni sporadiche.

 

Si potrebbe, infine, pensare che gli anziani abbiano bisogno di un maggior numero di ore di sonno rispetto ad un adulto e, invece, non è così, infatti dagli studi della National Sleep Foundation emerge che dai 65 anni in poi è necessario dormire dalle 7 alle 8 ore senza mai superare le 9 ore di sonno.

Cosa succede mentre si dorme?

Ovviamente per poter calcolare le ore di sonno non ti basta coricarti, infatti, se il sonno è disturbato gli effetti benefici vengono meno.

È dimostrato che i disturbi del sonno, come l’insonnia, sono dovuti a diversi motivi, oltre ai periodi di stress, possono contribuire alla sregolatezza del sonno anche il lavorare su turni.

 

Questo avviene perché il nostro organismo è regolato per dormire la notte, proprio per questo quando durante la settimana fai le ore piccole, pensando poi di poter recuperare nel week end, dormendo di più durante la giornata, ciò non avviene, cioè pur dormendo non riesci ad avere l’effetto ristoratore che hanno le ore di sonno notturno.

In molti casi a soffrire di insonnia sono le persone che per lunghi periodi hanno avuto una vita sregolata con un ritmo sonno-veglia alterato.

 

Perché avviene questo? Molto semplice durante il sonno il metabolismo dell’essere umano rallenta, così come il battito cardiaco, il metabolismo e la pressione sanguigna. Questo porta i tessuti a rigenerarsi, in questa fase anche il cervello si rigenera permettendo così durante la giornata di essere vigili e attenti.

 

 

Conseguenze dell’insonnia

svegliarsi stanchiNon dormire bene la notte non ti porta solo ad avere una sensazione di stanchezza durante la giornata, difficoltà di concentrazione e scarso rendimento, infatti, sembra che dormire male alla lunga possa influire sul manifestarsi anche di altre patologie.

 

Ad esempio da alcuni studi emerge che vi è una correlazione tra le poche ore di sonno e la comparsa del diabete, colesterolo alto e obesità. L’insonnia, quindi il continuo addormentarsi e svegliarsi nell’arco di poche ore, porta problemi cardiovascolari, questo è dovuto agli anomali sbalzi pressori causati da questo disturbo, inoltre gli effetti negativi sul metabolismo portano ad un invecchiamento precoce di chi soffre di disturbi del sonno.

 

Dagli studi emerge anche la pericolosità dei colpi di sonno alla guida, dovuti alle poche ore di sonno, che secondo le stime dell’ACI causano ogni anno 250 morti e 12.000 feriti per incidenti stradali.

 

Una ricerca condotta presso la “Carnegie Mellon University di Pittsburgh”, negli Stati Uniti, ha posto in evidenza anche il miglior funzionamento delle difese immunitarie in coloro che dormono bene, proprio per questo chi dorme poco, o male, tende durante l’inverno ad avere un maggior numero di episodi influenzali.


Non manca chi sottolinea i costi sociali dell’insonnia dovuti alla minore efficienza a lavoro, al bisogno di prendere delle giornate da lavoro per poter recuperare energie e i costi assistenziali.


Di converso non mancano studi che dimostrano che anche dormire troppo può mettere a repentaglio la salute, infatti, per un adulto dormire più di nove ore, trascorrere più di sette ore al giorno seduti e praticare meno di 150 minuti di movimento a settimana, accorcia la vita.

Come fare per dormire bene?

quante ore bisogna dormirePer dormire bene è importante avere una vita regolare, è essenziale anche scaricare le tensioni accumulate durante la giornata prima di corricarti, ad esempio con una buona passeggiata.

 

Altrettanto importante è anche la scelta di reti e materassi.

 

Se scegli una rete ortopedica, il guanciale adatto ed un materasso che si adatta alle forme del tuo corpo e ne sostiene il peso, anche in base alle varie zone del corpo, potrai evitare dolori alla schiena e quindi dormire bene.

 

Il materasso deve avere anche la giusta consistenza, infatti se è troppo rigido, il rischio è che alcune parti del corpo ricevano eccessive pressioni, mentre se, al contrario, è troppo morbido non c’è il giusto sostegno al corpo.

 

Molto importante è anche il comfort termo-fisiologico, deve quindi trattarsi di un materasso che in estate non dia un’eccessiva sensazione di calore e in inverno di freddo.

 

 

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